L'attuazione della L. 285 nelle Città riservatarie

15/11/2010

Il Quaderno 49 del Centro nazionale, appena uscito, raccoglie i risultati del monitoraggio promosso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e curato dal Centro sullo stato di attuazione della legge 285/1997 nelle quindici Città riservatarie. Un lavoro complesso, definito nell'introduzione «un vero e proprio laboratorio aperto». Nella ricognizione delle “buone pratiche 285”, infatti, sono confluite attività diverse, che hanno dato, ciascuna, il proprio contributo all'elaborazione della relazione finale presentata nel volume: fra queste, l'implementazione della nuova banca dati 285 e gli incontri tecnici organizzati nell'ambito del Tavolo di coordinamento tra il Ministero e i referenti delle quindici Città. Un'altra tappa importante del lavoro di monitoraggio è rappresentata dalla Conferenza nazionale sull'infanzia e l'adolescenza che si è tenuta a Napoli lo scorso novembre: gli esiti del monitoraggio, infatti, sono stati illustrati e commentati all'interno di una delle sessioni tematiche dedicata all'analisi delle politiche territoriali per l'infanzia sviluppatesi attraverso la legge 285. «In tale sede», si legge nell'introduzione, «gli interventi di amministratori regionali, locali, esponenti del terzo settore ed esperti hanno permesso sia di esaminare le positività e le criticità nell'applicazione della norma e del fondo a essa connesso, sia di provare a identificare nuove strategie atte a garantire sostenibilità e innovazione anche per il futuro». Cinque i filoni di analisi in cui si articolano i contenuti del Quaderno. Il primo è un'indagine valutativa sul fondo legge 285/1997 volta a esaminare lo stato di attuazione del provvedimento normativo a livello locale nel triennio 2006-2008 e i processi di programmazione nelle Città riservatarie. Il secondo, invece, è un'analisi dei progetti finanziati dalle quindici Città e archiviati nella nuova banca dati 285, che raccoglie le informazioni su tali progetti attraverso una scheda rinnovata che permette una conoscenza più articolata delle esperienze. Il terzo filone è una ricognizione sulle “buone pratiche 285”, ovvero i progetti finanziati o attivi nel corso del 2008 che le Città riservatarie hanno identificato come particolarmente significativi. Le esperienze progettuali riguardano quattro aree: i servizi educativi per la prima infanzia; la promozione dei diritti e la partecipazione; il contrasto alla povertà e all'esclusione sociale; la prevenzione dell'allontanamento dei bambini dalla famiglia. Il quarto si concentra sull'esplorazione delle risorse statistiche disponibili per dare conto della condizione dell'infanzia e dell'adolescenza nelle Città riservatarie, mentre il quinto focalizza l'attenzione su alcune funzioni di supporto che la legge 285 e atti successivi hanno identificato come compiti cruciali ai fini dell'attuazione della norma e dei suoi principi. Il lavoro di analisi presentato nel volume «conferma», si legge nelle pagine conclusive dell'introduzione, «che poche leggi hanno saputo interpretare così bene i bisogni in evoluzione della realtà sociale infantile e adolescenziale, assumerne le problematiche e rilanciarle a un livello più avanzato». (bg) Al quaderno è allegato un cd rom contenente, oltre alle pubblicazioni del Centro nazionale, le schede utilizzate dal Centro stesso per il monitoraggio dei progetti e una loro presentazione.