Non solo italiani fra i giovani Neet

04/08/2014 Tipo di risorsa: Tema: Titoli:

Il fenomeno dei giovani che non studiano né lavorano, i cosiddetti Neet (Not in employment, education and training), è molto diffuso anche fra gli stranieri. A rilevarlo è il Quarto Rapporto annuale Gli immigrati nel mercato del lavoro in Italia, presentato la settimana scorsa a Roma.

Il rapporto, realizzato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, offre un quadro ampio e articolato della partecipazione dei lavoratori stranieri al mercato e alle politiche del lavoro del nostro Paese, che analizza vari aspetti, all'interno di quattro macrotemi: flussi migratori e dati demografici, il mercato del lavoro, politiche del lavoro e sistema di welfare, il fabbisogno di lavoratori immigrati.

Questa edizione, rispetto alle precedenti, contiene alcune novità, fra le quali un approfondimento sui giovani Neet nelle diverse comunità straniere.

I dati svelano che nel 2013 il numero di stranieri tra i 15 e i 29 anni privi di occupazione e al di fuori dei sistemi formativi è pari a 385.179, il 15,8 per cento del totale dei Neet.

A differenza di quanto registrato per i Neet italiani, prevale la componente femminile: la quota di giovani donne italiane che non studiano né lavorano, infatti, è pari al 49,7 per cento del totale, mentre nel caso delle giovani donne Neet comunitarie e cittadine di Stati non appartenenti all'Unione europea l'incidenza percentuale è, rispettivamente, del 64,3 per cento e del 67,3 per cento.

Questo vale soprattutto per alcune comunità: «ad esempio, nei casi delle cittadinanze quali Marocco, Bangladesh, India, Moldavia, Ucraina, Pakistan, Sri Lanka (Ceylon), le donne sono i due terzi dei Neet complessivamente stimati, superano cioè il 70 per cento del totale», si legge nella sintesi del documento.

Le ragioni dell'inattività, si spiega nel rapporto, «sono molteplici e tra loro profondamente diverse e non sempre riconducibili a background socio-economici segnati da disagio e criticità strutturali. Solo per fare un esempio, l'articolazione interna dei Neet risente fortemente di una polarizzazione legata al genere: i motivi di inattività riconducibili alla dimensione di "cura" (tra cui la maternità) rappresentano un fattore determinante del "Neet status" per le donne e nondimeno si evince una quota non trascurabile di individui, in particolare uomini, che ha già un impiego che inizierà in futuro, è in attesa di tornare sul posto di lavoro o sta aspettando gli esiti di passate azioni di ricerca».

Il rapporto - frutto della collaborazione tra la Direzione generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione, la Direzione generale per le politiche per i servizi per il lavoro del Ministero, l'Inps, l'Inail e altre realtà - è disponibile sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. (bg)