Spadafora su tagli a politiche infanzia

«La crisi economica ha compromesso la già fragile situazione delle fasce più deboli della popolazione. Una situazione di stress che ha aumentato la vulnerabilità dei bambini e degli adolescenti riducendo ulteriormente le risorse a loro disposizione». Sono parole di Vincenzo Spadafora, garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, alla presentazione della prima Relazione annuale in Parlamento.

Il documento è stato presentato lo scorso 18 aprile davanti al presidente dalla Camera, Gianfranco Fini e al ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi. «Il nostro Paese però non ha adottato provvedimenti sufficienti in grado di affrontare la difficile situazione - ha continuato il Garante - soprattutto nelle regioni del Meridione, per incidere sulla povertà minorile o nel combattere la dispersione scolastica oppure per realizzare una rete nazionale di servizi per la prima infanzia».

Ha voluto sottolineare che non esiste politica che non influisce sull'infanzia e l'adolescenza ma, nonostante la mancanza di fondi, rimane fondamentale il ruolo dei servizi sociali. Spadafora ha poi affrontato la questione dei bambini e ragazzi di seconda generazione. Sono coloro che nati in Italia da genitori stranieri non possono essere italiani; una questione della quale anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è fatto portavoce. 

«Auspichiamo che, nel rispetto della Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e di altri trattati internazionali, presto si possa arrivare ad una legge che attui pienamente il principio di non discriminazione nei confronti dei bambini che nascono in Italia da genitori stranieri. Questi giovani con i loro coetanei condividono studi, giochi, interessi ma non l'appartenenza a uno Stato che li fa sentire diversi. Quel prefisso extra - ha concluso il garante - li colloca fuori da una comunità che contribuiscono a costruire e vitalizzare».

Spadafora ha lodato il lavoro del Consiglio superiore della magistratura che sta promuovendo percorsi formativi interdisciplinari su temi della giustizia minorile. Ha evidenziato anche prezioso lavoro dell'Associazione nazionale magistrati per i minori e la famiglia. Preoccupazione invece per il Dipartimento per la giustizia minorile, importante conquista degli anni ottanta, che rischia la soppressione. (sp)

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