Minori stranieri soli, rapporto Unicef-Unhcr-Oim

15/11/2019 Tipo di risorsa: Tema: Titoli:

S’intitola A un bivio: la transizione all’età adulta dei minori separati e non accompagnati in Italia il nuovo rapporto lanciato dall’Unicef, dall’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e dall’Oim (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), che presenta i risultati di una ricerca sul passaggio all’età adulta e sulle aspettative dei minori stranieri soli.
Dall’indagine - commissionata da Unicef, Unhcr e Oim e realizzata dalla Fondazione Ismu in collaborazione con l’Università di Roma Tre e l’Università di Catania - emerge la necessità di sostegno continuo per questi ragazzi, in una fase così delicata della loro vita.
Il rapporto evidenzia la “tripla transizione” alla quale devono far fronte i giovani rifugiati e migranti nel momento in cui compiono 18 anni: il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, quello dalla vita nel Paese natale a quella in uno sconosciuto, e i traumi e le sofferenze dovuti alla fuga e ai viaggi pericolosi intrapresi.
«La ricerca – si legge nel sito dell’Unicef - ha adottato un approccio biografico partecipato – in armonia con il diritto dei bambini e degli adolescenti a svolgere un ruolo attivo nelle questioni che li riguardano – e ha visto nel ruolo di intervistatori un gruppo di ex minori stranieri non accompagnati, oggi neomaggiorenni, per favorire l’empatia nelle interviste».
Protagonisti dello studio sono stati 185 tra minori non accompagnati e neomaggiorenni, residenti in Sicilia, Lazio e Lombardia, e 46 tra referenti istituzionali, operatori sociali e tutori volontari che lavorano o vivono a stretto contatto con i ragazzi.
Il rapporto mette in luce i fattori che ostacolano la transizione all’età adulta dei giovani migranti e rifugiati: fra questi, procedure lente e complesse per il rilascio di documenti legali; casi di discriminazione e razzismo; difficoltà nell’accesso all’istruzione, alla formazione e all’ingresso nel mercato del lavoro; traumi emotivi non superati e il rischio di subire abusi, in particolare per le ragazze.
I fattori positivi includono invece la possibilità di avere relazioni positive con i propri pari e i tutori, le opportunità di accesso all’istruzione, alla formazione professionale, al lavoro, e ad alloggi sicuri e adeguati.