Sistemi educativi europei, rapporto Eurydice sulla preparazione alle emergenze

copertina del rapporto Preparedness education in Europe 2025

In uno scenario in cui i disastri climatici, gli attacchi informatici, le pandemie e l’instabilità geopolitica sono sempre più parte della realtà quotidiana, è importante riflettere sul ruolo cruciale che l’istruzione svolge per i bambini, aiutandoli a comprendere questi rischi e a rispondere con fiducia, solidarietà e resilienza. Al tema è dedicato il nuovo rapporto di Eurydice Preparedness education in Europe 2025, una disamina della preparazione alle emergenze nell’educazione della prima infanzia e nell’istruzione primaria in Europa.

Basandosi sui dati dell’anno scolastico 2025/2026, la pubblicazione analizza come i sistemi educativi supportino i bambini nello sviluppo di competenze essenziali per la preparazione: dalla consapevolezza del rischio alla cooperazione efficace in situazioni di emergenza.

«I risultati – si legge nel sito dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (Indire) - dimostrano che la preparazione alle emergenze viene sempre più considerata una dimensione chiave dell’istruzione. In tutta Europa, approcci curricolari innovativi e piani di resilienza a livello di istituto stanno supportando le scuole ad anticipare, attutire e rispondere ad eventi imprevisti, promuovendo la crescita di una nuova generazione informata, competente e pronta all’azione. Questo lavoro si inserisce nel contesto politico dell’Unione europea. A marzo 2025, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato l’importanza di rafforzare la preparazione dell’Europa alle crisi e alla sicurezza come responsabilità condivisa a livello europeo. Questo slancio politico è stato rafforzato dal lancio della Strategia dell’UE per un’Unione della preparazione, che evidenzia il ruolo dell’istruzione come leva fondamentale per la preparazione della popolazione, in linea con gli obiettivi dell’Unione delle competenze».

I dati rivelano, fra l’altro, che i riferimenti alla preparazione alle emergenze passano da circa la metà dei Paesi a livello di educazione della prima infanzia a quasi tre quarti a livello di istruzione primaria. Nell’educazione della prima infanzia, inoltre, l’attenzione è rivolta al riconoscimento del pericolo, alla comprensione di semplici regole di sicurezza e alla protezione di sé attraverso routine quotidiane e attività ludiche, mentre nell’istruzione primaria queste basi si sviluppano in competenze più pratiche e orientate all’azione, con una maggiore autonomia nella risposta alle emergenze.

Secondo quanto evidenziato dal rapporto, nella maggior parte dei sistemi educativi europei la preparazione alle emergenze non costituisce un requisito formale nella formazione iniziale degli insegnanti. Dove prevista, la formazione riguarda soprattutto le politiche di sicurezza nazionali e la risposta pratica alle emergenze.

Un numero crescente di Paesi, infine, integra l’educazione alla preparazione nei piani nazionali di resilienza, si allinea ai quadri di riferimento dell’Unione europea e ricorre al sostegno finanziario e tecnico europeo. Circa la metà dei sistemi educativi prevede di rafforzare ulteriormente l’educazione alla preparazione a livello nazionale, spesso attraverso un approccio scolastico integrato che coinvolga dirigenza, personale e studenti.

Eurydice è la rete europea che raccoglie, aggiorna, analizza e diffonde informazioni sulle politiche, la struttura e l’organizzazione dei sistemi educativi europei. Nata nel 1980 su iniziativa della Commissione europea, è composta da un’Unità europea con sede a Bruxelles e da varie Unità nazionali. Dal 1985 l’Indire è sede dell’Unità nazionale italiana.

Si può consultare il rapporto, in inglese, sul sito di Eurydice.

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