L’impatto del Coronavirus sui bambini più poveri, rapporto Save the Children

15/09/2020 Tipo di risorsa: Tema: Titoli:

Povertà minorile in crescita, sistemi sanitari al collasso, cure mediche negate e bambini fuori dalla scuola. Il nuovo rapporto di Save the Children Protect a generation traccia un quadro dell’impatto del Coronavirus sugli under 18 che vivono nelle aree più povere del mondo da cui emerge un forte aumento delle disuguaglianze già esistenti.

Il rapporto contiene i risultati di un’indagine globale condotta dall’organizzazione in 37 paesi, raccogliendo le voci e le esperienze dirette di oltre 25 mila bambini e adulti coinvolti nei programmi di intervento realizzati da Save the Children.

Secondo i dati della pubblicazione, quasi 9 famiglie su 10 tra quelle intervistate (89%) stanno incontrando notevoli ostacoli nell’accesso a cure mediche e medicinali, percentuale che sale al 95% tra le famiglie con bambini con problemi di salute cronici e al 96% tra quelle con minorenni con disabilità, a causa della chiusura delle strutture o della sospensione di molti servizi. In moltissimi casi il principale ostacolo all’accesso alle cure è di natura economica: il 93% delle famiglie che a causa del Coronavirus ha perso più della metà del proprio reddito non riesce ad accedere ai servizi sanitari, mentre quasi la metà delle famiglie in condizioni economiche disagiate (45%) non ha i soldi per pagare le medicine.

Altri dati rivelano che quasi 2 famiglie su 3 (62%) tra quelle coinvolte nell’indagine hanno difficoltà nel reperire cibo nutriente, come carne, latte, cereali, frutta e verdura e in oltre la metà dei casi (52%) la causa è il prezzo troppo alto. Una situazione che riguarda in particolar modo i bambini e le famiglie che vivono nelle aree urbane.

Il rapporto si sofferma anche sull’istruzione: la chiusura delle scuole in seguito alla pandemia ha riguardato quasi il 90% di tutti gli studenti al mondo e quasi 10 milioni di bambini rischiano di non farvi più ritorno. Con le scuole chiuse più di 8 bambini su 10 hanno detto di non aver più imparato nulla o quasi nulla, 2 su 3 non hanno avuto più alcun contatto con gli insegnanti e, tra i bambini delle famiglie più povere, meno di uno su 100 ha accesso a internet per la didattica a distanza, contro il 19% dei bambini non in povertà. Più di un bambino su 4, inoltre, non ha avuto accesso ad alcun tipo di materiale per studiare a distanza e tra i genitori più poveri il 37% ha detto di avere difficoltà a pagare i materiali scolastici dei figli, contro il 26% dei genitori più benestanti.

I dati sulla povertà evidenziano che 3 famiglie su 4 (77%) tra quelle intervistate hanno subito una diminuzione del reddito in seguito alla pandemia: tra queste, una su 5 ha perso il proprio reddito interamente, mentre il 19% ne ha perso più della metà. Tra coloro che hanno sofferto le conseguenze economiche dell’emergenza Coronavirus, inoltre, 7 su 10 non hanno ricevuto alcun tipo di supporto dal governo e dalle autorità. Risultano più colpite soprattutto le famiglie che vivevano già in condizioni di povertà prima del Covid: tra queste l’82% ha subito diminuzioni del reddito rispetto al 70% delle famiglie non povere. Anche in questo caso le conseguenze più gravi si verificano per i nuclei familiari che vivono nelle aree urbane.

Le bambine e le ragazze sono le più penalizzate dalle conseguenze della pandemia: quasi 2 ragazze su 3 (63%), tra quelle intervistate, hanno detto che dall’inizio della crisi hanno dovuto aumentare il loro impegno nelle faccende di casa, contro il 43% dei maschi.

Il rapporto è disponibile sul sito di Save the Children, nella sezione “Pubblicazioni”.