Garante infanzia: sì alla cittadinanza per gli under 18 di nuova generazione

12/03/2020 Tipo di risorsa: Tema: Titoli:

Con una nota inviata a Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano si è dichiarata a favore del riconoscimento della cittadinanza italiana ai minorenni figli di genitori di origini immigrate. Nella nota l’Authority ha espresso parere favorevole sulle proposte di legge all’esame della Commissione che prevedono la modifica dell’attuale legge in materia di cittadinanza, la numero 91 del 1992.

Secondo i dati Istat aggiornati al primo gennaio 2018 e riportati nel documento della Garante, in Italia gli under 18 con genitori di origine immigrata sono 1.041.177 su un totale di popolazione minorile di 9.806.357 ragazzi. Dal 1993 al 2014, sempre secondo l’Istat, sono nati nel nostro Paese quasi 971 mila bambini da genitori stranieri. Fino a qualche anno fa la maggioranza di questi minorenni era nata all’estero e poi ricongiunta, mentre oggi la grande maggioranza è nata in Italia: oltre 7 su 10.

«Nell’attuale contesto storico una riforma della legge sulla cittadinanza, che ne faciliti l’acquisizione per i minorenni  di  origine  straniera  nati  o  cresciuti  in  Italia – spiega la Garante nella nota -, costituisce una necessità per il raggiungimento di un’integrazione effettiva fra tutte le componenti della società».

Nel documento l’Authority esprime parere favorevole sulla proposta di introdurre il cosiddetto ius soli temperato per gli under 18 nati in Italia da un genitore non cittadino ma regolarmente presente sul territorio dello Stato da un certo numero di anni, che potranno diventare cittadini su istanza di un genitore o da chi eserciti la responsabilità genitoriale.

Nella stessa nota la Garante esprime giudizio positivo sul riconoscimento del cosiddetto ius culturae, ovvero sulla possibilità di acquisire la cittadinanza anche per i minorenni figli di cittadini di stranieri che, sebbene non siano nati in Italia, siano comunque entrati nel Paese in tenera età e vi abbiano regolarmente soggiornato fino alla maggiore età oppure vi abbiano seguito un regolare  percorso di istruzione e/o formazione professionale per un determinato numero di anni.