Mappatura delle pratiche di accoglienza in Italia, documento Unicef

copertina del documento Storie che aprono le porte

S’intitola Storie che aprono le porte la mappatura operativa delle pratiche di accoglienza familiare e relazionale in Italia realizzata dall’Unicef e presentata a Roma il 15 gennaio scorso, insieme a un decalogo di raccomandazioni rivolte alle istituzioni e al sistema di protezione.

I due documenti sono il risultato del lavoro congiunto della Comunità di Pratiche sull’Accoglienza di minorenni stranieri non accompagnati e neomaggiorenni, uno spazio strutturato di confronto e co-costruzione promosso dall’Unicef a partire da ottobre 2024 insieme al Coordinamento nazionale comunità accoglienti (Cnca) e Refugees Welcome Italia, con la supervisione scientifica della Fondazione Ismu. Alla Comunità partecipano 19 organizzazioni del Terzo settore, istituti di ricerca e organizzazioni internazionali, impegnati nel rafforzamento della qualità del sistema di protezione in Italia.

Storie che aprono le porte analizza il potenziale delle pratiche di affido familiare, accoglienza in famiglia, cohousing e social housing, mentoring, supporto alla tutela volontaria e sociale e interventi di prossimità come vettori privilegiati di autonomia e inclusione per minorenni stranieri non accompagnati e neomaggiorenni. «La mappatura – si spiega nel sito dell’Unicef - restituisce una nuova tassonomia dell’accoglienza, basata su tre dimensioni individuate dalla Comunità di Pratiche: residenziale, che comprende affido familiare, accoglienza in famiglia, cohousing e social housing; relazionale, come mentoring e tutela volontaria e sociale; di prossimità, caratterizzata da sostegni flessibili e relazioni informali».

Il documento esamina 18 pratiche attive in 9 regioni italiane, attraverso un impianto metodologico rigoroso che combina analisi documentale e interviste semi-strutturate ai referenti delle organizzazioni coinvolte. «L’analisi è stata condotta alla luce di temi chiave connessi alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: professionalità degli operatori, partecipazione attiva di minorenni e giovani, coinvolgimento della comunità, formazione e sostegno agli accoglienti, lavoro in partenariato e sostenibilità».

Il decalogo di raccomandazioni traduce le evidenze messe in luce dalla mappatura in indicazioni operative di policy e prassi, rivolte a Ministeri, Anci, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Regioni, Enti locali, strutture di accoglienza e attori del Terzo settore. Tra le principali raccomandazioni emergono il rafforzamento dell’accesso all’affido familiare per tutti gli under 18 - compresi i minorenni stranieri non accompagnati -, il sostegno qualificato e continuativo alle famiglie affidatarie, accoglienti e solidali, il coinvolgimento attivo delle famiglie migranti e di seconda generazione.

Si possono consultare entrambi i documenti (la mappatura delle pratiche di accoglienza familiare e il decalogo di raccomandazioni) sul sito dell’Unicef.

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