S’intitola Protection of children against ICT-facilitated sexual exploitation and sexual abuse – Follow-up to recommendations il rapporto adottato dal Comitato di Lanzarote del Consiglio d’Europa (CoE), organismo composto dai rappresentanti dei 48 Stati parte della Convenzione sulla protezione dei bambini dallo sfruttamento e dall’abuso sessuale (46 stati membri del CoE, Federazione Russa e Tunisia).
Il documento esamina il livello di conformità di 43 Stati parte della Convenzione di Lanzarote rispetto alle 28 raccomandazioni rivolte ai Governi nazionali nei settori della prevenzione, della protezione delle vittime, delle indagini penali, della cooperazione internazionale e della formazione degli operatori.
«Dalla valutazione – si legge nella notizia sul rapporto pubblicata nel sito del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri - emerge un quadro generalmente positivo dei progressi compiuti, ma il Comitato evidenzia come permangano criticità, in particolare riguardo alla tutela dei minori coinvolti nella produzione e condivisione di immagini sessualmente esplicite autogenerate, alla piena assistenza alle vittime e alla formazione specializzata degli operatori».
L’Italia si colloca tra i Paesi che presentano i più elevati livelli di conformità rispetto alle raccomandazioni del Comitato, registrando risultati particolarmente significativi nella protezione dei minorenni online, nelle attività investigative e nella cooperazione internazionale. «Particolarmente positiva è anche la valutazione riguardante il sistema investigativo e giudiziario: l’Italia risulta già conforme o pienamente conforme nella quasi totalità degli indicatori relativi alla specializzazione delle forze di polizia, alla formazione degli operatori impegnati nel contrasto agli abusi sessuali sui minori facilitati dalle tecnologie digitali, all’identificazione delle vittime e all’utilizzo di strumenti investigativi adeguati per il contrasto dei reati online».
Il rapporto evidenzia anche la piena conformità del nostro Paese in materia di giurisdizione nei casi transnazionali, elemento essenziale per contrastare forme di abuso che, per loro natura, si sviluppano frequentemente oltre i confini nazionali. «L’Italia risulta, altresì, conforme alle disposizioni che consentono alle vittime residenti sul territorio nazionale di presentare denuncia per fatti commessi all’estero».
Si può consultare la pubblicazione sul sito del Consiglio d’Europa.
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