Tra il 2020 e il 2025 il numero di minorenni (15-17 anni) che lavorano in Italia è più che raddoppiato, passando da 35.505 a 81.565 unità. La quarta edizione del rapporto Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro - presentata il 12 giugno scorso dall’Unicef, durante un incontro online promosso dall’organizzazione in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile - presenta un focus sui lavoratori di età compresa tra i 15 e i 17 anni, propone un’indagine strutturata sulla categoria di lavoratori entro i 19 anni di età e riporta i dati relativi alle denunce di infortunio totali e con esito mortale registrate tra i lavoratori entro i 19 anni di età nel quinquennio 2020-2024.
I dati della pubblicazione - curata dal Laboratorio di sanit à pubblica per l’analisi dei bisogni di salute della comunità del Dipartimento di medicina, chirurgia e odontoiatria dell’Università di Salerno e realizzata nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Unicef per la prevenzione dei danni alla salute da lavoro minorile - rivelano che i settori predominanti per l’impiego degli under 18 sono il lavoro dipendente (esclusi operai agricoli e domestici) e il settore agricolo.
Osservando la fascia di età entro i 19 anni il numero dei lavoratori è passato dalle 310.400 unità del 2021 alle 427.072 rilevate nel 2024. L’occupazione giovanile si concentra prevalentemente in alcune aree del Paese: la Lombardia guida la classifica con una media di 60.501 occupati, seguita da Veneto (39.138), Emilia-Romagna (34.202), Lazio (29.651) e Puglia (25.625).
Per quanto riguarda le denunce di infortunio dei lavoratori tra i 15 e i 17 anni fra il 2020 e il 2024, il dato più basso si registra nel 2020 (5.815); nel 2023 e nel 2024, invece, le stesse denunce erano, rispettivamente, 18.820 e 18.617. Gli infortuni mortali dei lavoratori tra i 15 e i 17 anni in occasione di lavoro e in itinere sono stati 7 nel 2024 e 18 nel quinquennio 2020-2024.
In riferimento ai lavoratori entro i 19 anni di età, nel periodo compreso tra il 2020 e il 2024 a livello nazionale sono state presentate all’Inail 330.890 denunce di infortunio (numero stabile rispetto alle 330.864 del quinquennio 2019-2023). Nello specifico, 205.804 riguardano i minorenni entro i 14 anni di età (+0,7% rispetto al quinquennio 2019-2023) e 125.086 la fascia d’età 15-19 anni (-1,1% rispetto al quinquennio 2019-2023). Le denunce di infortunio con esito mortale sono state in totale 92 nel periodo preso in esame: 14 denunce per gli under 14 e 78 denunce nella fascia 15-19 anni.
Nel quinquennio 2020-2024 le cinque regioni con le percentuali di denunce di infortunio più alte relative ai lavoratori tra i 15 e i 17 anni sono Lombardia (21,27%), Veneto (12,10%), Emilia-Romagna (10,94%), Piemonte (9,11%) e Trentino-Alto Adige (7,12%). «L’elevata frequenza di denunce in queste regioni – si spiega nel sito dell’Unicef - potrebbe essere attribuita a una maggiore accuratezza sia nel monitoraggio dei minorenni effettivamente occupati sia nella registrazione puntuale degli eventi infortunistici occorsi, nonché a una cultura della prevenzione più radicata rispetto ad altri contesti territoriali».
Per quanto riguarda i ragazzi fino a 19 anni, le cinque regioni con la maggiore incidenza di denunce totali di infortunio registrate nel quinquennio 2020-2024 sono Lombardia (22,76%), Emilia-Romagna (11,62%), Veneto (11,58%), Piemonte (9,13%) e Toscana (5,85%), che insieme rappresentano il 60,93% del dato nazionale.
Si può consultare il rapporto sul sito dell’Unicef.
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