L’inclusione scolastica e sociale di bambini e ragazzi con disabilità

Cover l’inclusione scolastica e sociale di bambini e ragazzi con disabilità

L’inclusione scolastica e sociale di bambini e ragazzi con disabilità


Diritto all’istruzione e principio di eguaglianza sono i pilastri che guidano l’intero impianto intorno al quale costruire il quadro normativo dell’inclusione scolastica dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze con disabilità.
La prima conquista sul fronte della garanzia del diritto all’inclusione si è avuta con una serie di leggi che permettevano di accogliere alunni con disabilità gravi o con lievi difficoltà di apprendimento e socializzazione, si pensi all’articolo 12 della legge 31 dicembre 1962, n. 1859, Istituzione e ordinamento della scuola media statale, che prevedeva la possibilità d'istituire classi differenziali, calendari speciali e appositi programmi. 
A oggi ciò che è cambiato è la prospettiva con la quale si collocano gli alunni con bisogni speciali nell’ambito del sistema scolastico e di apprendimento, difatti nella Relazione conclusiva della commissione Falcucci concernente i problemi scolastici degli alunni handicappati si sottolinea che i soggetti con difficoltà di sviluppo, di apprendimento e di adattamento devono essere considerati protagonisti della propria crescita.

Rimuovere gli ostacoli e le barriere ancora oggi esistenti e che impediscono la piena inclusione dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze con disabilità è determinante per un loro sano sviluppo psicofisico, perché la sola presenza della disabilità non può essere un motivo legittimo per non garantire un diritto.

In allegato un inquadramento normativo sul tema dell'inclusione scolastica e sociale di bambini e ragazzi con disabilità.