Election

di Alexander Payne

(Usa, 1999)

SINOSSI

Tracy Flick è un’ambiziosa studentessa che cerca di farsi eleggere alla carica di presidente degli studenti del suo college. Il professor Jim McAllister, stanco dell’arrivismo della ragazza, che nel passato ha avuto anche una storia con un suo amico e collega rovinandolo per sempre, cerca di far eleggere l’ingenuo Paul Metzer e così dare una lezione morale alla fastidiosa Tracy. Ma per arrivare al suo scopo, Jim McAllister perderà il lavoro.

Analisi

Attraverso la vicenda che incrocia i destini di diversi personaggi, in Election si delinea il ritratto di un’America ipocrita e arrivista, spietata e indifferente, immorale e crudele. Tracy Flick è la studentessa modello secondo i canoni comunemente accettati: interessata, attenta, studiosa, sempre pronta all’intervento, accanita nel garantirsi posizioni di visibilità e responsabilità all’interno della vita scolastica, convinta di possedere un destino brillante che la vuole sempre e comunque al di sopra della massa, pronta a guidare i meno attrezzati. Paul Metzer è il ragazzo puro di cuore, il bonaccione ammirato per le doti sportive ma lento nel comprendere e gestire le situazioni a causa della sua incapacità di essere aggressivo, grintoso per emergere, convinto dei propri mezzi, che reputa sempre inferiori a quelli degli altri. Jim McAllister è l’insegnante ammirato e amato dagli studenti per la sua vivace umanità e per l’amore profuso a piena mani nel suo lavoro, nonostante dica le stesse cose anno dopo anno, classe dopo classe, lavagna dopo lavagna. In questo disegno metaforico di un’America ritratta sardonicamente, con grande senso del ritmo, frammentata in mille rivoli narrativi e in altrettante prospettive diversificate attraverso le quali ogni personaggio fornisce la sua versione dei fatti e la sua particolare visione del mondo, Jim McAllister, votato ripetutamente insegnante dell’anno, si pone come arbitro della contesa, ma anche in qualità di moralizzatore dei costumi, sulla base di una indicativa lezione sulla differenza tra etica e morale tenuta davanti ai suoi studenti: Tracy, con il suo impegno politico, pericolo metaforico per la democrazia, è il cingolato che per raggiungere i suoi obiettivi è pronta a calpestare le libertà altrui, incurante dei sentimenti delle sensazioni delle aspirazioni e degli interessi di chi la circonda. La satira e il sarcasmo, in modo via via più marcato, sostituiscono la narrazione realista: la storia raccontata e le vicende dei personaggi si stemperano in una vicenda generalizzata di carattere induttivo, in grado cioè di ricavare la situazione universale dal paradosso di quella particolare. Quello che si crea è un ritratto a tinte fosche, sapide ed impietose perché sullo sfondo, incombente, c’è la caustica critica al sistema: Election si conclude con un’ironica notazione sulla presunta capacità americana di autorigenerarsi, di poter ricominciare tutto daccapo anche nella situazione più estrema e irrecuperabile. Niente si ricrea in Election, molto (quasi tutto) si distrugge sull’altare del più forte, del più determinato, del più deciso.  

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