Chicken Little - Amici per le penne

05/05/2010 Tipo di risorsa Schede film Tema Infanzia Relazioni familiari Titoli Rassegne filmografiche

di Mark Dindal

(USA, 2005)

Sinossi

Tutto ha inizio il giorno in cui Chicken Little, pulcino adolescente che abita nel piccolo paese di Quercia Ghiandosa, scatena il panico nella cittadinanza sostenendo che un pezzo di cielo gli è caduto in testa. L’incidente viene subito archiviato come un banale errore del pulcino che probabilmente ha ricevuto in testa una ghianda.Tuttavia, un anno dopo Chicken Little è ancora lo zimbello del paese, ridicolizzato da tutti e considerato un maldestro combina guai. Il pulcino è alla disperata ricerca di un’occasione che lo possa far risalire nella stima dei suoi concittadini e soprattutto che renda, per una volta, suo padre fiero di lui. Il ‘nuovo giorno’ in grado di cambiare la sua immagine si presenta durante la finale del campionato studentesco di base-ball, quando Chicken Little riesce, con un’impresa rocambolesca, a segnare il punto della vittoria; osannato dal pubblico e coccolato dal padre, il pulcino sembra finalmente aver superato la sua crisi quando un esagono di cielo gli piomba nella stanza. Si tratta in realtà del pezzo di un’astronave aliena che ben presto atterra in paese e porta Chicken Little e i suoi amici, Alba Papera, Aldo Cotechino e Pesce Fuor D’acqua, ad un’avventurosa missione. Durante l’atterraggio gli alieni hanno infatti smarrito il figlioletto dei sovrani intergalattici che decidono di invadere la terra per ritrovarlo. Mentre il paese è sconvolto dall’invasione extraterrestre, Chicken Little, che ha fatto amicizia con il piccolo alieno, riesce con l’aiuto di suo padre a portarlo in salvo sull’astronave e salva il pianeta. Osannato da tutta la cittadinanza trova finalmente un momento di riscatto autentico e totale, celebrato anche dal cinema hollywoodiano che gli dedica un film.

Introduzione al Film

Dal cartone ai pixel In un periodo in cui la lotta per accaparrarsi il pubblico si gioca sulla spinta verso l’innovazione, il mercato del cinema di animazione degli ultimi anni è stato appannaggio quasi esclusivo dei due colossi della computer animation Pixar e Dreamworks. La prima è una costola sperimentale della Disney, ma si presenta come entità autonoma ed artisticamente diversa. Chicken Little, in questo senso, rappresenta nella produzione natalizia della Walt Disney Pictures un vero e proprio punto di svolta. Tradizionalmente legata a prodotti di animazione classica con cadenza annuale, la casa di produzione dei cartoni animati per antonomasia si spinge qui oltre i confini dell’usuale e del conosciuto. Primo film di animazione Disney firmato con il brand classico e interamente realizzato al computer, Chicken Little mantiene però intatte tutte le caratteristiche tipiche del marchio di fabbrica: produzione titanica, maniacale attenzione ai dettagli, scelta di una storia dedicata ai più piccoli in cui la morale sia chiara ed edificante, canzoni originali che vanno a sostituire il monologo interiore dei personaggi. Rispetto ai “concorrenti” sopra citati si possono individuare numerosissime similitudini, ma non mancano neppure alcune sostanziali differenze. Si ripropone il gusto per i riferimenti e le citazioni cinematografiche, che costituiscono un richiamo soprattutto per quei genitori che debbano accompagnare la prole al cinema. Un’abitudine questa ormai consolidata che in alcuni casi recenti ha portato molti prodotti di animazione, si pensi in particolare a Shrek, ad essere più adatti ad un pubblico adulto in grado di cogliere i riferimenti e decodificarne l’ironia. Nel caso di Chicken Little i richiami al cinema di consumo ed alla musica pop – Aldo Cotechino, ad esempio, si esprime quasi esclusivamente citando canzoni degli anni Settanta e Ottanta – sono piuttosto semplici e fruibili anche da un pubblico infantile, dando per scontato che ormai un certo tipo di cultura musicale e cinematografica di base, veicolata dalla televisione, si ingurgita assieme a pappine e biberon. Una semplicità che, tuttavia, per gli adulti rischia di risultare un po’ forzata, scontata e banale. Stesso discorso per il gusto, ormai ripetitivo, di ricorrere a voci note per il doppiaggio dei personaggi. Nel tentativo di dare una personalità significativa e simpatica ai personaggi protagonisti e comprimari che porti poi a vendere molti gadget, si assiste ad una sfilata di doppiatori più o meno famosi e più o meno bravi. In questo caso, a parte la prestazione del cabarettista Gabriele Cirilli nel ruolo di Chicken Little, va segnalata la prestazione autoironica di Walter Veltroni che doppia Rino Tacchino, sindaco di Quercia Ghiandosa. Il budget evidentemente limitato della distribuzione, inoltre, ha portato alla scelta dei fantomatici Giò Di Tonno e Linda come interpreti della versione italiana delle canzoni, laddove solitamente questo aspetto viene affidato a personaggi di spicco della scena musicale nazionale. A differenza dei prodotti simili il valore aggiunto del film sta nel porre molta attenzione alla morale della favola. Quello che in moltissimi film di animazione computerizzata recenti è soltanto un pretesto o uno spunto buonista futile e superficiale, qui diventa il reale motore della storia. Il tentativo del piccolo pulcino di compiere un’impresa che possa inorgoglire il padre e riabilitarlo di fronte alla comunità di appartenenza guida e conduce tutte le scelte dei personaggi e gli snodi della vicenda. In questo senso si può fare un parallelismo con Alla ricerca di Nemo (USA, 2003) di Stanton e Lee, in cui, a parte il tema della disabilità, è proprio il rapporto tra padre e figlio in assenza della madre ad essere al centro del film.

Il ruolo del minore e la sua rappresentazione

Un pulcino per la salvezza del pianeta Chicken Little, il protagonista del film, rappresenta un perfetto esemplare della categoria dei nerd, dei loser, degli ‘impopolari’ contrapposti ai più fortunati ‘popolari’ che il cinema ed i telefilm statunitensi nel corso degli anni hanno raccontato e reso familiari anche al pubblico italiano. Ci si riferisce ad una categorizzazione netta, una divisione in ‘caste’ tipica delle high school d’oltre oceano e che non trova una effettiva corrispondenza nel nostro paese. Come è ovvio che sia, trattandosi appunto di ‘caste’, i perdenti, ghettizzati e derisi, possono fare amicizia solo con altri perdenti, rendendo così cronica ed immutabile la propria condizione. Le abitudini stesse della scuola non fanno che acuire questa divisione, che viene assecondata o addirittura fomentata, come accade durante la lezione di educazione fisica quando il professore divide le squadre proprio in popolari contro impopolari. Il film del resto gioca ad estremizzare questa divisione nel tentativo di raccontare una sorta di rivincita degli ultimi. Questo aspetto trova una rappresentazione didascalica ed evidente già nella scelta dei personaggi: Chicken Little non è altro che un piccolo pulcino maldestro pieno di caotica creatività e che per di più porta gli occhiali; la sua amica Alba Papera, segretamente innamorata di lui, è scura di faccia e con due enormi e sgraziati incisivi; Aldo Cotechino, invece, è il tipico grassone un po’ tardo, impedito e goffo nei movimenti, pavido e sconclusionato nei ragionamenti e con riferimenti musicali che, ad essere maliziosi, potrebbero essere evidenti indizi di una omosessualità latente; infine l’enigmatico Pesce Fuor d’Acqua, che indossa perennemente uno scafandro pieno d’acqua, è una macchietta muta con una spiccata tendenza a ficcarsi nei guai. Il contrasto con le figure vincenti è sia interno alla scuola sia vissuto direttamente da Chicken Little nel proprio contesto familiare. Il padre del pulcino è un gallo grande e grosso ed è molto popolare per essere stato un campione di base-ball ai tempi del liceo. Chicken Little vive dunque con frustrazione il confronto con il padre e sente il peso delle aspettative del genitore. Questo lo porta a cercare di ripetere l’impresa paterna, proprio cercando di diventare un campione di base-ball. In realtà le sue caratteristiche fisiche sono completamente diverse e rendono l’impresa sportiva possibile solo grazie ad una serie di circostanze fortunose. L’orgoglio del genitore, superficiale e consapevole della casualità dell’evento, si spegne immediatamente proprio quando il figlio ripete l’allarme alla cittadinanza che lo aveva portato a diventare lo zimbello del paese. È solo con un confronto diretto e adulto, fortemente suggerito da Alba Papera che è una lettrice accanita di rotocalchi femminili, che Chicken Little riesce finalmente a rimproverare al padre la sua mancanza di fiducia e la sua inconfessata vergogna per quel figlio così gracile e poco in linea con le sua aspettative. Chicken Little costringe il padre a riflettere sul proprio ruolo educativo e a rendersi conto di dover cambiare il suo atteggiamento nei confronti del figlio. Da un comportamento prettamente protettivo, il loro rapporto deve evolvere e basarsi sul rispetto, sulla stima e sulla fiducia reciproca. È da queste premesse che diventa possibile l’impresa titanica di salvare l’intero pianeta dall’invasione aliena. Un risultato che scaturisce proprio dalla collaborazione ormai paritaria tra padre e figlio, da un’unione perfetta che crea una forza imbattibile. Rimane qualche perplessità nei confronti del messaggio veicolato: se in un divertente contrappasso la più popolare della scuola viene trasformata dagli extraterrestri in un’innocua statuina e diventa la ragazza di Aldo Cotechino, il passaggio di Chicken Little dalla parte dei vincenti avviene solo grazie ad una impresa impossibile; la cosa non è molto incoraggiante per chi quotidianamente si scontri con il pregiudizio e non abbia a disposizione alieni da sconfiggere. La descrizione dei personaggi è decisamente schematica e l’approfondimento psicologico ridotto al minimo: scelte obbligate, trattandosi di un film destinato ai bambini, naturalmente. Tuttavia risulta poco chiaro il target di riferimento, dal momento che, a fronte del linguaggio, adatto ad un pubblico infantile, le problematiche descritte sono più orientate verso un pubblico di pre-adolescenti e adolescenti.

Riferimeti ad altre pellicole e spunti didattici

Chicken Little è un film adatto ad un pubblico soprattutto infantile come quello delle scuole elementari, tuttavia i temi affrontati possono portare ad una immedesimazione anche per gli studenti delle scuole medie inferiori. La vicenda si presta a diversi livelli di approfondimento: sul tema del rapporto tra padre e figlio e sullo sviluppo delle autonomie si consiglia la visione di Alla ricerca di Nemo (USA, 2003) di Stanton e Lee dove il tema viene trattato in modo molto simile e con lo stesso linguaggio; se si volesse invece affrontare in maniera semplice ma più problematica il discorso sulle aspettative dei genitori e sul conquistare la fiducia del padre e della madre, si consiglia la visione de Il pianeta del tesoro (USA, 2002) di Ron Clements e John Musker, Jumanji (USA, 1995) di Joe Johnston e I Goonies (USA, 1985) di Richard Donner. Ludovico Bonora

E' possibile ricercare i film attraverso il Catalogo, digitando il titolo del film nel campo di ricerca. Le schede catalografiche, oltre alla presentazione critica collegata con link multimediale, contengono il cast&credits e una sinossi. Tutti i film in catalogo possono essere richiesti in prestito alla Biblioteca Innocenti Library - Alfredo Carlo Moro (nel rispetto della normativa vigente).