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L'attività di analisi, prevista dall'art. 3 della L. 451/1997, si basa sulla rielaborazione sia dei dati raccolti  attraverso l'attività di ricerca e monitoraggio svolta internamente che dei dati provenienti da altre fonti selezionate.

Per quanto riguarda in particolare l'attuazione delle politiche, fonte primaria sono gli enti locali (Regioni e Comuni) con i quali il Centro nazionale intrattiene rapporti stabili e proficui. Oggetto dell'analisi sono le condizioni dell'infanzia e adolescenza in generale e anche singoli argomenti quali le violenze sui bambini e la rete di servizi per la prevenzione del disagio, i figli nelle famiglie che si separano, il lavoro di strada con gli adolescenti, l'adozione internazionale, il lavoro minorile in Italia, gli interventi nelle Città riservatarie.

Vengono inoltre realizzate periodicamente delle ricognizioni sullo stato  d'attuazione e sugli effetti della legislazione (anche quella non direttamente destinata ai minori), al fine di delineare un quadro sulle linee di tendenza e lo stato di avanzamento della programmazione rivolta all'infanzia e all'adolescenza.

Nel tempo, i risultati di questa costante azione critica e di ricerca sono confluite a formare le bozze delle relazioni al Parlamento sull'attuazione delle principali leggi in materia:

  • Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza (legge 285/1997),
  • Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante "Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori", nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile (legge 149/2001),
  • Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù (legge 269/1998).

Il Centro collabora inoltre con l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza nell'elaborazione e definizione:

- dei Rapporti sull'applicazione della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo.  Lo Stato italiano, elabora ogni cinque anni, il Rapporto sullo stato di applicazione della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, ratificata con la legge n. 176 del 1991,  sulla base di uno schema generale appositamente predisposto dal Comitato ONU sui diritti del fanciullo (Linee guida generali per i rapporti periodici - 2005). Il Rapporto è uno strumento attraverso il quale ogni singolo Stato deve fornire informazioni sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza sul proprio territorio e deve rendere conto degli interventi governativi approntati e messi in atto con l'obiettivo di dare piena attuazione a quanto previsto dalla Convenzione.

- delle Relazioni biennali sulla condizione dell'infanzia e adolescenza in Italia e sull'attuazione dei diritti dei minori.

Ogni due anni il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza predispone la Relazione in base alle indicazioni programmatiche predisposte dall'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, con lo scopo di fornire rappresentazione coordinata e aggiornata del complesso degli aspetti e dei fenomeni che caratterizzano la condizione dell'infanzia e dell'adolescenza e il sistema dei servizi e degli interventi di promozione e tutela dei diritti di bambini e ragazzi in Italia. Alla raccolta delle informazioni e dei dati statistici oggetto della relazione biennale concorrono tutti i ministeri e le altre amministrazioni centrali dello Stato coinvolte sui temi dell'infanzia e dell'adolescenza, le Regioni e Province autonome e gli altri organismi pubblici e privati operanti nel settore.

- dei Piani nazionali di azione e interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva.  In base al DPR 103/2007, il Piano è predisposto dall'Osservatorio nazionale ogni due anni su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del consiglio dei ministri, acquisito il parere obbligatorio della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza; è adottato con decreto del Presidente della Repubblica, previo parere della Conferenza unificata e previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Il piano stabilisce le priorità fra i programmi riferiti ai minori, rafforza la cooperazione per lo sviluppo dell'infanzia nel mondo, le forme di potenziamento e di coordinamento fra le pubbliche amministrazioni, le regioni e gli enti locali e individua le modalità di finanziamento degli interventi previsti. A supporto dei lavori preparatori per l'elaborazione del Piano, il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza ha predisposto e organizzato un'apposita area web riservata, dedicata ai coordinatori e ai componenti dei gruppi di lavoro costituiti dall'Osservatorio, per favorire la sistematizzazione e lo scambio delle informazioni e dei documenti prodotti.

I risultati dell'attività di analisi vengono  diffusi attraverso le pubblicazioni  del Centro nazionale, in particolare nei Quaderni del Centro , nei Quaderni del Centro - L.285 e nella rivista Cittadini in Crescita