Nel 2025 le ragazze rimaste fuori dai programmi di prevenzione dei matrimoni precoci erano più di 4 milioni ed entro la fine del 2026 potrebbero essere esclusi dalla scuola 6 milioni di bambini e bambine in più rispetto al 2024. Per la prima volta in 15 anni il Dossier Indifesa della Fondazione Terre des Hommes registra un peggioramento in quasi tutti gli indicatori sulla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo, conseguenza del crollo degli aiuti internazionali allo sviluppo.
La 15esima edizione del documento evidenzia che entro la fine del 2026 gli aiuti internazionali destinati all’istruzione potrebbero diminuire di 3,2 miliardi di dollari, il 24% in meno rispetto al 2023. La conseguenza stimata è che circa 6 milioni di bambini e ragazzi in più resteranno fuori dalla scuola; il numero complessivo degli esclusi dai percorsi formativi passerebbe così da 272 milioni nel 2024 a 278 milioni nel 2026. «Le bambine e le ragazze – si legge nel sito di Terre des Hommes - rischiano di pagare il prezzo più alto: gli aiuti specificamente destinati all’istruzione femminile sono stimati in calo del 28%, pari a 123 milioni di dollari in meno entro la fine del 2026. E a rendere la situazione ancora più allarmante c’è l’incremento delle guerre, con gli attacchi contro gli istituti scolastici che, nel biennio 2024-25, sono aumentati del 40% rispetto al biennio precedente. Forte l’impatto anche della crisi climatica, con 242 milioni di studenti che, nel 2024, sono stati costretti a interrompere i propri percorsi di studio a causa di eventi climatici estremi».
La pubblicazione rivela inoltre che nel 2024 il Programma globale Unicef-Unfpa contro i matrimoni precoci ha ricevuto 21,1 milioni di dollari sui 37,4 milioni previsti, appena il 56% del fabbisogno, e nel 2025 il numero di ragazze raggiunte dal programma è sceso da 16 a 12 milioni. Per il 2026 il budget rischia di scendere ancora e fermarsi sotto i 14 milioni di dollari.
Secondo i dati del Dossier, nel mondo 137,6 milioni di under 18 sono coinvolti nel lavoro minorile, di cui 54 milioni svolgono lavori considerati pericolosi. «Le bambine e le ragazze lavoratrici risultano essere 59,3 milioni, ma le statistiche spesso non comprendono il lavoro domestico e di cura non retribuito. Nel marzo 2025 gli Stati Uniti hanno cancellato tutti i finanziamenti del Bureau of International Labor Affairs (ILAB): 500 milioni di dollari destinati a 69 programmi di contrasto al lavoro minorile, al lavoro forzato e alla tratta in 40 Paesi. I tagli rischiano di colpire in modo particolare bambine e ragazze».
I fondi del Programma congiunto delle Nazioni Unite per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili, inoltre, sono diminuiti del 45% tra il 2024 e il 2025, passando da 29,6 a 16,3 milioni di dollari.
La pubblicazione riporta anche i dati sui reati contro i bambini e gli adolescenti elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione centrale Polizia Criminale del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno.
Dall’analisi emerge che i reati contro i minorenni continuano ad aumentare, segnando un nuovo record: 7.272 vittime. Se la crescita rispetto all’anno precedente è contenuta – 68 vittime in più, circa l’1% – al contrario la tendenza negli ultimi 10 anni è in netta crescita, con un aumento del 43% dal 2015. La fattispecie di gran lunga più numerosa è quella dei maltrattamenti in famiglia, che conta 3.008 vittime, il 41,4% del totale; seguono la violenza sessuale (881 vittime), la violenza sessuale aggravata (664) e l’abbandono di persone under 18 o incapaci (637). Insieme, queste voci raccolgono 5.190 vittime: il 71,4% del totale. Le bambine e le ragazze si confermano come le più colpite dai reati a danno di minorenni.
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