Specchio Riflesso. Un percorso di indagine e trattamento contro gli abusi sessuali sui minori è il progetto promosso dall’associazione Meti di Milano per rispondere alle lacune ancora presenti in Italia sul piano della ricerca, della prevenzione e del contrasto agli abusi sessuali sui bambini e sugli adolescenti, attraverso un approccio integrato che combina indagine scientifica, formazione specialistica e sensibilizzazione pubblica.
L’iniziativa – a cui partecipa il Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia (Cismai) - ha carattere nazionale, con attività principali in Lombardia, Piemonte, Lazio e Toscana, e azioni di disseminazione sull’intero territorio italiano. «La scelta dell’ambito di intervento – si spiega nel sito di Meti - risponde a un duplice livello. A livello nazionale, il progetto si inserisce in un contesto caratterizzato da una carenza di dati aggiornati e da una limitata diffusione di strumenti di prevenzione e formazione, nonostante l’elevata incidenza e la gravità delle conseguenze degli abusi sessuali subiti in età infantile. In particolare, intercettiamo l’urgenza di rafforzare le competenze in ambito sanitario e ospedaliero, contesti nei quali il rischio di vittimizzazione secondaria risulta ancora elevato. A livello regionale, Lombardia e Piemonte rappresentano territori ad alta incidenza di reati sessuali sui minori, elemento che ha orientato la scelta delle principali azioni territoriali, anche in considerazione del radicamento operativo di Meti APS e della rete Cismai in tali aree».
Specchio Riflesso si articola su tre pilastri principali: una ricerca retrospettiva mirata all’aggiornamento dei dati sul fenomeno, un programma di formazione rivolto al personale medico e sociosanitario, una campagna di comunicazione orientata a rendere visibili gli aspetti meno conosciuti e più complessi della violenza sessuale sull’infanzia.
La ricerca coinvolge, attraverso questionari anonimi e focus group, circa 100 persone adulte - di genere femminile, maschile e non binario - che hanno subito abusi durante l’infanzia. L’obiettivo è rendere le vittime protagoniste del processo di produzione dei dati, allineando le informazioni disponibili allo stato attuale del fenomeno e ponendo le basi per strategie future di prevenzione e tutela. I risultati confluiranno in articoli scientifici, un report accessibile a un pubblico eterogeneo e un insieme di strumenti operativi.
La fase formativa, destinata a circa 350 professionisti, è orientata, fra l’altro, a rafforzare la capacità di riconoscimento precoce degli abusi e a ridurre il rischio di vittimizzazione secondaria nei contesti di cura.
La campagna di comunicazione e gli strumenti educativi prodotti – tra cui un gioco da tavolo sul tema del consenso e una serie di workshop – si rivolgono a un pubblico ampio e intergenerazionale, con l’obiettivo di ridurre la distanza tra percezione e realtà del fenomeno e di aumentare gli strumenti di tutela anche nei contesti familiari.
Il progetto è finanziato nell’ambito del Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo.
Altri materiali e notizie si trovano su questo sito alla tematica Violenza sessuale su bambini e adolescenti, raggiungibile dal menù di navigazione “Temi”.
