Il Garante per l'infanzia presenta la seconda Relazione al Parlamento

«Oltre a rispettare i diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia, investire oggi su di loro significa domani avere un numero inferiore di famiglie povere da sostenere, meno sussidi per i disoccupati, meno spese per il disagio sociale, probabilmente meno spese per i detenuti, più lavoratori e quindi più contributi per il welfare di domani». Lo ribadisce Vincenzo Spadafora, Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, nella sua seconda Relazione annuale al Parlamento, presentata ieri a Roma nel corso di un incontro a cui hanno partecipato il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e il Ministro della giustizia Annamaria Cancellieri, per sottolineare un concetto fondamentale, già evidenziato nella relazione precedente: la spesa per le nuove generazioni non rappresenta un costo ma un investimento.

«Se la classe dirigente di questo Paese – e intendo non solo quella strettamente politica ma tutti coloro che hanno delle responsabilità nella crescita e nello sviluppo dell'Italia - non modifica l'approccio verso i temi dell'infanzia e dell'adolescenza, sostituendo l'atteggiamento quasi caritatevole che ha avuto sinora con un'azione organica di lungo periodo che dimostri di cogliere il valore cruciale delle giovani generazioni; se, in sostanza, non riusciremo a produrre un radicale cambiamento di visione in coloro che possono fare qualcosa, anzi molto, nei confronti dei bambini e degli adolescenti, noi consegneremo alle future generazioni un Paese socialmente disintegrato. Non solo: un Paese responsabile di essere rimasto indifferente nei confronti di una parte rilevante e strategica del proprio capitale umano». Queste le parole pronunciate dal Garante all'inizio del suo intervento durante l'incontro romano, ospitato dalla Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani.

Spadafora ha denunciato le grandi difficoltà in cui si trovano a operare quotidianamente magistrati, avvocati, educatori e tutti coloro che si occupano di infanzia e adolescenza, e ha evidenziato alcuni ambiti su cui occorre agire con interventi mirati e risorse economiche da destinare alle nuove generazioni da subito: la scuola; i livelli essenziali delle prestazioni, che devono essere definiti al più presto; la giustizia minorile, di cui occorre una riforma urgente.

Nella seconda Relazione annuale al Parlamento, intitolata Crescere insieme ai bambini e agli adolescenti fa diventare grande l'Italia, l'Authority illustra le iniziative avviate nel 2012 e le linee di azione future. L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, spiega Spadafora nel testo presentato ieri a Roma, «ha dovuto affrontare non poche difficoltà per divenire realmente operativa, avendo atteso mesi per vedere approvato il proprio Regolamento di organizzazione e contabilità», entrato in vigore il 14 ottobre 2012.

Nel documento il Garante delinea la situazione in cui si trovano oggi i bambini e gli adolescenti italiani, citando gli ultimi dati Istat sulla povertà e alcuni dati della recente Report Card del Centro di ricerca Innocenti dell'Unicef Il benessere dei bambini nei paesi ricchi. Un quadro comparativo, un'indagine che mette a confronto 29 Stati ad economia avanzata in relazione a cinque aree della vita dei bambini: benessere materiale, salute e sicurezza, istruzione, comportamenti e rischi e condizioni abitative e ambientali.

Dai dati Istat emerge che il 17,6 per cento dei minori vive in condizioni di povertà relativa, mentre i bambini e gli adolescenti che vivono in condizioni di povertà assoluta sono il 7 per cento. I dati della Report Card 11 rivelano che il nostro Paese occupa il 22esimo posto nella classifica del benessere dei bambini. L'Italia ha il più alto tasso “Neet” (Not in Education, Employment or Training) di tutti i Paesi industrializzati, dopo la Spagna, con l'11 per cento dei giovani tra 15 e 19 anni che non sono iscritti a scuola, non lavorano e non frequentano corsi di formazione. Positivi, invece, i dati relativi ad altri ambiti. Il nostro Paese, ad esempio, ha il tasso più basso di mortalità infantile in Europa meridionale e il sesto tasso più alto di iscrizione prescolare, alla pari con la Norvegia.

La relazione riporta le iniziative svolte dal Garante in ambito parlamentare e le collaborazioni avviate con le istituzioni, le associazioni e altre realtà e mette in luce alcuni temi cruciali su cui si è concentrata l'attività dell'Authority nel corso del 2012, ad esempio i minori stranieri non accompagnati e i conflitti familiari in cui sono coinvolti bambini e adolescenti.

Una delle criticità sollevate da Spadafora nel documento è la frammentazione delle competenze istituzionali sull'infanzia e l'adolescenza, sottolineata dal Garante un anno fa, «che si è confermata come limite ad un'azione realmente efficace. Tali competenze, divise tra Ministeri, Commissioni, Comitati ed Osservatori, rischiano di rendere le politiche per l'infanzia e l'adolescenza non efficaci e troppo frammentate». (bg)

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