Bando “A braccia aperte”, approvati due nuovi progetti per orfani speciali [1]
Offrire accompagnamento e supporto psicologico, sociale, educativo e giuridico a bambini e ragazzi che si trovano ad affrontare la perdita contemporanea di entrambi i genitori a causa di un omicidio-suicidio o di un omicidio seguito da arresto: è questo l’obiettivo dei due progetti approvati con la seconda edizione del bando A braccia aperte, promosso dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile per sostenere gli orfani di crimini domestici (i cosiddetti orfani speciali).
La nuova edizione del bando mette a disposizione, complessivamente, 10 milioni di euro: 3 milioni sono destinati ai due nuovi progetti selezionati, mentre 7 milioni sosterranno la prosecuzione e l’ampliamento dei progetti già avviati con la prima edizione del bando, lanciata nel 2020.
«I progetti approvati – si legge nel sito dell’impresa sociale - si distinguono per la qualità delle reti coinvolte, la solidità dell’esperienza maturata sul campo e la capacità di attivare modelli di presa in carico multidisciplinari e integrati».
Il primo - intitolato Ad Ampio Respiro: Comunità Educanti e Reti di Sostegno per gli Orfani Speciali e coordinato dalla cooperativa sociale Horizon Service con un finanziamento di 1,5 milioni di euro - coinvolge nove regioni del Centro-Sud: Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Toscana, Calabria, Marche, Sicilia e Sardegna. L’iniziativa mira a consolidare e ampliare l’esperienza già avviata con il precedente progetto Respiro, rafforzando la rete territoriale di supporto e la capacità di risposta ai bisogni dei minorenni e delle famiglie affidatarie.
Il secondo progetto - intitolato Custodire il Futuro: sostegno agli orfani di femminicidio. Dare futuro a chi il futuro è stato tolto e coordinato dalla Fondazione Don Calabria per il Sociale - è sostenuto anch’esso con un finanziamento di 1,5 milioni di euro e interessa sei regioni del Centro-Nord: Veneto, Piemonte, Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige.
«Entrambi i progetti promuovono l’adozione di un modello multidisciplinare, considerato indispensabile per affrontare le conseguenze del lutto traumatico e del trauma complesso che colpiscono i minori coinvolti. L’impiego di équipe specializzate in ambito psicologico, educativo e sociale consente infatti di garantire una presa in carico olistica, personalizzata e continuativa, capace di accompagnare i ragazzi nei diversi passaggi della crescita e nei percorsi di ricostruzione affettiva, relazionale e sociale. Accanto al sostegno diretto ai minori, i progetti investono anche nella formazione specialistica degli operatori e nella prevenzione della violenza domestica, attraverso campagne di comunicazione e interventi rivolti a scuole e comunità educanti».
Altri materiali e notizie si trovano su questo sito alla tematica Orfani di crimini domestici [3], raggiungibile dal menù di navigazione “Temi”.
