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È online, sul sito del Dipartimento per le politiche della famiglia, il Documento sugli esiti della raccolta ed elaborazione dei dati sullo sviluppo e la diffusione dei Centri per le famiglie nelle Regioni e Province autonome. Una prima mappatura nazionale dei Centri per le famiglie presenti su tutto il territorio, realizzata dal Dipartimento per «monitorarne lo stato di attuazione complessivo e avere un quadro conoscitivo per singola Regione, necessario a poter definire e attivare politiche dedicate di sostegno».
La necessità di questa prima indagine, si spiega sul sito del Dipartimento, nasce dal primo Piano nazionale per la famiglia, documento approvato dal Consiglio dei ministri nel 2012 nel quale si sottolinea l'importanza di favorire la nascita dei Centri per le famiglie, «nodi propulsori di una rete di servizi, di interventi, di soggetti ed azioni integrate (sociali, sanitarie, educative, ecc.) che si muovono nel variegato e complesso campo delle politiche dei servizi alla famiglia e del lavoro di cura».
Nella logica del Piano nazionale per la famiglia il Centro per le famiglie va inteso come luogo fisico aperto sul territorio e in grado di intercettare le diverse esigenze, con particolare attenzione alle famiglie con bambini piccoli e a tutte le famiglie che vivono forme di disagio e difficoltà.   
Dall'indagine emerge che i bisogni evidenziati dai Centri per le famiglie riguardano il sostegno alla coppia, il sostegno alla genitorialità, la tutela dell'infanzia, la transizione all'età adulta, la solidarietà generazionale.
Gli utenti dei servizi erogati sono genitori con figli minori e adolescenti, che si rivolgono a queste strutture soprattutto per ricevere informazioni e orientamenti sulla consulenza legale, il sostegno allo studio, il mutuo aiuto, le banche del tempo, le opportunità ludiche e altre necessità non standardizzabili.

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